Are They Better Than Me?

Priest2(photo from Telegraph.co.uk)

This is Neil Gallanagh. The Church decided not to unfrock him even if abused boys.

Deaf boys.

Priest3(photo from The Guardian.Com)

Bernard Cardinal Law covered-up hundreds of sexual abuse of children by priests of the Archdiocese of Boston.

He’s still inside the Church.

John Paul II (yes, the so called Saint) in 2004 made him archpriest of St. Mary Major, one of the Eternal City’s four Patriarchal basilicas.

 

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Santa e Puttana (con tutto il rispetto per le Puttane).

Basilica di San Pietro

Tra pochi giorni sapremo se la Chiesa di Roma inizierà’ ad essere più’ madre e dunque meno matrigna. Divorziati, Gay, Famiglie del XXI secolo, Risposati e compagnia bella, almeno quelli che nonostante tutto ancora si sforzano di essere Cattolici anche se sono sempre presi a calci in faccia, attendono la risposta del Sinodo che sta per concludersi nelle ovattate sale all’interno del Vaticano.

E’ piu’ cattolico un Divorziato (risposato) che vuole prendere la Comunione o un prete pedofilo? Io voto per il Divorziato.

E’ più’ cattolico un Gay che vuole essere vicino (tramite il Sacramento della Comunione) a Gesu’ Cristo oppure un vescovo che copre, ha coperto, sta coprendo, gli abusi dei preti colpevoli?  Io voto per il Gay.

Francesco e’ un ingenuo se crede davvero che il marcio sia stato eliminato del tutto dalla Chiesa di Roma.

La Chiesa di Roma e’ stata per duemila anni Santa e Puttana.

Perché dovrebbe cambiare all’improvviso?

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Il Coraggio dei Vescovi, o No?

Sant-Ambrogio-Vescovo

I Vescovi della Chiesa di Roma, durante questo Sinodo potranno scegliere tra l’essere veri pastori o ancora una volta ciechi davanti al mondo. Speriamo che la loro ipocrisia venga lasciata al di fuori del tempio.

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Considerations of a Tired Man

enough_is_enough

The world outside seems like a crazy merry-go-around.

Severed heads. Shattered countries. Helpless presidents. Girls are raped like it’s nothing – in India and Sudan it can seem like it’s endemic. And the world is silent.

Chaos. Do we even know what we are anymore?

Everyone’s yelling about something; we’ve learned to bark better than the dogs. And the dogs are abandoned like they are trash.

Suffering. Children are used as human shields; it’s happening now in Syria and not too long ago in Gaza.

The North hate the South. The South swears the North is a plague. The Whites kill the Blacks. The Blacks murder other Blacks -and sometimes Whites, too. Ninety percent of the world is starving. Elephants are nearly extinct and tigers are killed to make throw rugs.

Priests speak of God, but they turn their backs and leave the little nuns in Burundi to do the work that Christ has asked of us: to love one another.

And we’re all waiting for the iPhone 6.

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Brevi Considerazioni.

pazzo mondo

Stanchezza.

Il mondo la’ fuori sembra una giostra impazzita. Teste tagliate. Paesi squassati. Presidenti impotenti. Ragazze che vengono violentate come se non fosse nulla e il mondo tace (parlo dell’India e del Sudan dove il fenomeno pare sia endemico).

Confusione. Ma lo sappiamo più’ chi siamo veramente? Tutti che strillano. Gli esseri umani hanno imparato ad abbaiare meglio dei cani. Questi vengono abbandonati come se fossero semplice spazzatura.

Dolore. Bambini che vengono usati come scudi umani (non stupitevi, accade in Siria e, poco tempo fa e’ successo a Gaza). Il Nord odia il Sud. Il Sud considera il Nord come la peste. Bianchi uccido i neri. I neri ammazzano i neri (e qualche volta i bianchi). Il novanta per cento del mondo fa la fame. Gli elefanti sono quasi estinti e le tigri vengono uccise per fare tappeti.

I preti parlano di Dio, ma gli voltano le spalle lasciando solo qualche piccola suora nel Burundi a fare il lavoro che Cristo ha chiesto: amatevi.

E tutti attendevano l’Iphone 6.

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At Some Point…

At some point we just need to stop.

against hate

Just Stop Hate.

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C’era Una Volta…

chagall-vue-de-vitebsk” La piccola città’ era situata al centro di una pianura e non c’e monte o bosco che la delimiti. Si estende in piano. Comincia con piccole capanne e con piccole capanne finisce. Le case succedono alle capanne. e da qui partono le strade…Al loro punto d’incrocio si trova la piazza del Mercato. All’estremità’ della strada nord-sud c’e la stazione ferroviaria. Una volta al giorno arriva  un treno passeggeri…Quando piove si deve prendere una carrozza perché’ la strada e’ lastricata e l’acqua vi ristagna. La povera gente si raggruppa e prende un’unica carrozza, dove riescono a trovar posto sei persone che pero’ non possono star sedute. Il ricco siede da solo in una carrozza e per la corsa paga più’ di sei poveri…Gli otto vetturini sono ebrei. Sono ebrei devoti che non si tagliano la barba, e tuttavia non indossano il lungo caffettano di alcuni loro correligionari…Il sabato non guidano. Di sabato del resto nessuno ha niente da fare alla ferrovia. La città’ conta 18,000 abitanti, 15,000 dei quali sono ebrei…dei 15,000 ebrei, 8,000 vivono di commercio. Sono piccoli bottegai, bottegai più’ grossi e grandi bottegai. Gli altri 7,000 sono piccoli artigiani, operai, portatori d’acqua, studiosi, addetti al culto, inservienti della sinagoga, insegnanti, scrivani, copisti della Tora’, tessitori di Tallet, medici, avvocati, impiegati, mendicanti e poveri disgraziati che vivono della pubblica carità’…”

Questa e’ una tipica cittadina ebraica dell’Europa orientale, illustrata magistralmente da Joseph Roth nel suo libro Ebrei Erranti (Milano 1985). questa era la Shtetl, il mondo antico e perduto. Una realta’ sociale antica di centinaia di anni, nel cuore dell’Europa, ma sorprendentemente lontana e distante. oggi purtroppo dimenticata. Un mondo antico per molti versi misterioso e inaccessibile che ‘e stato distrutto dalla follia dell’uomo, anche se ancora abbondantemente descritto in magistrali pagine della letteratura Yiddish.

Per gli ebrei che vivevano nella Shtetl la vita era dura, sia per gli adulti che per i bambini che erano costretti a vivere un’infanzia brevissima. A quattro anni iniziavano ad andare al cheder, la scuola elementare giudaica, dove trovavano molto spesso maestri ignoranti e brutali che li subissavano di angherie e che rendevano la loro vita dura anche fuori dalle misere pareti di casa. Poiché’ la maggior parte degli abitanti della Shtetl non la si poteva certo considerare ricca. Si trattava di piccoli artigiani, a volte contadini, venditori ambulanti o persone che lavoravano nell’ambito della comunità’. Molto spesso lo stesso rabbi versava in cattive condizioni sopravvivendo con quello che la comunità’ pagava quando si recava da lui per redimere qualche controversia di tipo spirituale o materiale. E va da se’ che essendo le comunità’ spesso povere, anche la loro guida se la passasse male.

La cultura ebraica attinge le sue origini da una tradizione millenaria. E’ inevitabile perciò’ una ricchezza fuori dal comune di componenti ultraterrene e imbevute di antica superstizione.. La stessa essenza dell’ebraismo, e cioè’ Jahwet e quello che da Lui deriva (praticamente tutto), oltre a essere sacro, e’ magico. E di questa magia la tradizione degli ebrei orientali era intrisa sino all’osso. Il confine tra il sacro e il magico può’ essere sottile e ambiguo. Di questa ambiguità’ la Shtetl era intrisa. Il tipico abitante di ogni piccolo paese, villaggio o borgo dell’Europa orientale, credeva ad ogni sorta di superstizione.

Questo mondo e’ stato distrutto. Ricordiamolo, così’ che forse noi possiamo imparare dal passato e spargere dunque amore. Non odio.

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Imagine…

give_peace_a_chance_by_adunc-d5fzafm

 

Everywhere: From Gaza to Missouri, From Iraq to my backyard in Chicago

 

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Francesca and Marco (My Children)

I want to hear the same question from my children…Francesca and Marco.Quotation-Eve-Merriam-giving-child-birth-mother-dream-war-Meetville-Quotes-79058

Can you help me?

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A Simple Question

Indeed. 

Just a simple question.

MLK

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